L’head hunter che fa anche il marketer

L’head hunter che fa anche il marketer

In questo momento storico le aziende che vogliono mantenere un profilo competitivo sul mercato hanno necessità di attrarre e trattenere personale di talento. Tendenzialmente le aziende italiane possono vantare tecnologie all’avanguardia in grado di posizionarle ai vertici del mercato mondiale in molti settori produttivi, ma spesso il sapere è patrimonio di poche risorse all’interno dell’organizzazione. Oltre alla tecnologia, è il momento di investire su persone il cui know how possa fare la differenza. 

La criticità più rilevante è individuare determinate professionalità sul mercato.

Nonostante i livelli più elevati di disoccupazione, il “talento” non è apparentemente abbondante. Infatti i migliori candidati tendenzialmente non sono attivi sul mercato in quanto già impiegati in ruoli appaganti.

Le aziende ne sono consapevoli e per questo affidano agli head hunter le loro ricerche, i quali sanno che la formula per attrarre i migliori candidati sta iniziando ad assomigliare sempre di più ad una strategia di marketing. 

Chi fa selezione si sta confrontando con una nuova modalità di interazione tra azienda cliente e candidati che diventa più diretta e quindi richiede un grado sempre maggiore di efficacia. In questo senso si ridisegna il processo di selezione che da unidirezionale e sequenziale diventa multidirezionale e relazionale. In questo contesto la fa da padrone internet che come ha cambiato il modo di interagire delle persone, ha profondamente innovato le attività di selezione che si sono spostate principalmente sul web.

L’head hunter deve, quindi, non solo possedere un’approfondita conoscenza dei social network e delle piattaforme online, ma anche saper elaborare e implementare strategie di marketing. In particolare per rendere efficace il processo di selezione e presentare al proprio cliente i migliori candidati deve focalizzarsi su diversi aspetti quali:

Employer branding: è uno degli aspetti essenziali di una strategia globale di social recruitment. Anche l’head hunter è veicolo e promotore di una buona immagine dell’azienda e i candidati valutano il modo in cui l’organizzazione si pone verso di loro attraverso la qualità del processo selettivo.

Strategie di social recruitment: è una delle metodologie più potenti di selezione. I social media offrono la possibilità di comunicare con migliaia di persone contemporaneamente e permettono un accesso veloce alle informazioni sui candidati. 

Copywriting: è sempre stato un aspetto essenziale del marketing. Pubblicare contenuti di qualità è fondamentale al fine di attrarre i migliori candidati e fa la differenza sulle piattaforme online nelle quali chiunque può scrivere.

Chi si occupa di selezione quindi sta diventando sempre più “markettaro”, alla ricerca di innovative modalità per attrarre i candidati non attivi, di modi per risvegliare la loro attenzione verso nuove opportunità professionali

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