Le sfide del mercato del lavoro 4.0
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Le sfide del mercato del lavoro 4.0

Sul mercato del lavoro negli ultimi anni pesa un grande paradosso: a fronte di un tasso di disoccupazione elevato, alcune professionalità restano difficilmente reperibili.
Mentre le aziende per rimanere competitive sul mercato globale diventano sempre più tecnologiche e puntano sui processi innovativi, i profili con competenze tecniche specifiche e di alto livello che servirebbero per sostenere la crescita sono insufficienti.
Finchè questo gap non verrà in qualche modo colmato mediante piani formativi adeguati, chi si occupa di selezione e acquisizione di talenti dovrà affrontare due importanti sfide.


1. La sfida dell’attrattività
Grazie alla facilità di accedere alle informazioni offerta da internet e dai social network oggi i profili più richiesti sono oggetto di numerosi contatti sia da parte di head hunter che di aziende. Di fatto non esistono più i cosiddetti candidati “passivi”.
I recruiter che utilizzano ancora metodologie di sourcing antiquate corrono il rischio di perdere anche l’opportunità di un primo contatto in quanto questi profili non risponderanno più a chiamate a freddo o ad email generiche. In questo contesto, chi si occupa di selezione deve investire su un brand riconosciuto e sulla capacità di elaborare contenuti di qualità che veicolino verso l’esterno gli aspetti positivi dell’opportunità professionale e l’immagine giusta in merito alle potenzialità dell’azienda e alla possibilità di essere coinvolti in progetti ambiziosi, nell’ottica di attrarre e appassionare il target di candidati interessanti. 


2. La sfida della competitività
La legge economica della domanda e dell'offerta pone in relazione la quantità domandata e la quantità offerta di un bene economico con le variazioni del suo prezzo. 
In un mercato guidato dai candidati, i profili “high skills” possono permettersi di essere più esigenti rispetto all’opportunità professionale da scegliere e spesso hanno più offerte economiche da valutare.
Essere veloci e competitivi diventa fondamentale. Chi si occupa di selezione dovrebbe conoscere approfonditamente il pacchetto attuale del candidato e le sue aspettative, gestendole qualora non fossero realistiche, in modo tale che l’offerta presentata non possa essere rifiutata o essere oggetto di controfferta.
Purtroppo ancora quasi il 50% delle lettere d’intenti continuano ad essere declinate, quando il pacchetto offerto potrebbe essere arricchito solo da benefits o da piani di carriera, che possano offrire al candidato maggior flessibilità, un welfare interessante o la visione di un futuro designato.
 

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