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SELEZIONE SU MISURA

Il nostro Sales Director Alexis Sottocorno racconta l'approccio del team Seltis nella ricerca di profili professionali medio-alti: stile non standardizzato, orientato alla qualità e alle relazioni di lungo periodo. 

«Trovare non solo la persona giusta ma quella corretta rispetto al contesto». Questa dichiarazione d’intenti riassume bene la filosofia di Seltis, società di ricerca e selezione del personale specializzata in profili medio-alti. Seltis propone un approccio al lavoro quasi sartoriale, in alternativa allo stile “industriale” e dominato dai numeri di molti suoi grandi competitor. All’aggressività di un modello basato su obiettivi quantitativi estremi, oppone un’attenzione alla qualità che mette al centro la singola azienda e la singola persona. Solidità, fiducia, sensibilità e durevolezza del rapporto sono le altre parole chiave che stanno dietro al successo di questa realtà. Cerchiamo di conoscerla meglio.

“Atelier” per le PMI e multinazionali 
«Lavoriamo anche con diverse multinazionali, ma i nostri clienti tipo sono le piccole e medie imprese – dichiara Alexis Sottocorno, Sales Director di Seltis –. Le aiutiamo a trovare i manager in grado di guidarle nelle loro sfide più tipiche, come il passaggio generazionale, la competitività nei mercati esteri, le tecnologie». 
Seltis si definisce un “atelier di ricerca e selezione”. Distribuite su cinque filiali, vi lavorano dodici persone, tutte donne a eccezione di Alexis Sottocorno, che spiega e racconta i punti di forza di Seltis: «La vicinanza e l’attenzione al cliente sono tra le qualità che ci vengono maggiormente riconosciute. Abbiamo un tasso di fidelizzazione molto elevato, e di frequente i clienti apprezzano anche la nostra solidità. In un mercato in cui si trovano attori un po’ di tutti i tipi, poter dire che esistiamo dal 2003 e facciamo parte di un gruppo quotato in Borsa come Openjobmetis trasmette fiducia, e la fiducia dei clienti ci permette di lavorare secondo il nostro stile, rassicurante e orientato a un rapporto di lungo periodo».

Approccio consulenziale
Da un punto di vista metodologico, Seltis riserva molta attenzione al primo passo del processo di selezione: l’analisi delle competenze richieste. Spiega Alexis Sottocorno: «Non approfondiamo solo le competenze e le esperienze delle persone selezionate, ma anche l’aderenza di queste al contesto di destinazione: la nostra idea è che non esista una persona giusta o sbagliata in assoluto, ma esistono persone adatte a specifici contesti, anche sulla base degli aspetti caratteriali e delle cosiddette soft skills». Ne deriva che Seltis, oltre a valutare le caratteristiche dei candidati dedica una speciale cura all’analisi dei contesti aziendali e dei reali bisogni delle aziende. «È un aspetto consulenziale del nostro lavoro – aggiunge Sottocorno –, che ha molta importanza: tutto ciò che viene dopo è una semplice conseguenza di questo primo passo».
L’intero processo viene concepito come un “tenersi per mano”, che implica un attento follow up con le aziende e la ricerca di una relazione di lungo periodo anche con i candidati. 

I manager in una società che cambia
Occupandosi di profili professionali medio-alti e avendo un approccio orientato alla qualità, Seltis rappresenta un osservatorio privilegiato da cui guardare i cambiamenti che in questi anni stanno investendo il mercato del lavoro. Risulta quindi utile, ad esempio, domandare ad Alexis Sottocorno se ci sono, e in caso affermativo quali sono, le competenze più importanti per i “nuovi” manager. «In base a quanto detto finora, sarebbe forzato definire con una formula omnicomprensiva le doti che deve avere un buon manager nell’attuale mercato del lavoro – premette il Sales Director di Seltis –.Tuttavia, si possono individuare degli aspetti che oggi impattano su quasi tutte le figure professionali di alto livello. La tecnologia, la rapidità dei mutamenti, l’immediatezza e la completezza delle informazioni da analizzare presuppongono che le figure manageriali abbiano determinate caratteristiche. Tra queste,  l’orientamento al cliente, che oggi più che in passato sta spostando la sua attenzione dal prodotto in sé all’esperienza d’acquisto, e l’orientamento al lavoro cooperativo, se così possiamo definirlo: ormai è praticamente impossibile lavorare in una funzione senza pensare di dover interagire con le altre. Da qui discende il tema della cosiddetta agility o orientamento al cambiamento: se non si è propensi a modificare le proprie modalità operative, si rischia di non essere performanti. Infine, cresce l’importanza dell’intelligenza emotiva e della creatività, doti necessarie per gestire i collaboratori e adattarsi ai rapidi cambiamenti».

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